L'essenziale in breve
- Cancellare l'articolo ≠ realistico: far rimuovere il contenuto dalla testata stessa riesce raramente – la libertà di stampa lo tutela.
- La deindicizzazione è la leva: l'articolo può essere rimosso dai risultati di ricerca Google senza che la testata lo cancelli.
- Diritto all'oblio: per contenuti personali, datati o eccessivamente gravosi può applicarsi il GDPR (art. 17).
- La discrezione conta: la strada sbagliata (minacce, pressioni sulla testata) scatena l'effetto Streisand e peggiora tutto.
Cancellare, deindicizzare, spostare – la differenza
Tre concetti spesso confusi:
- Cancellare significa rimuovere l'articolo dalla testata stessa. Riesce raramente, perché la libertà di stampa e di espressione lo tutela.
- Deindicizzare significa rimuovere l'articolo dai risultati di ricerca Google. L'articolo continua a esistere sul sito della testata, ma non compare più nella ricerca Google per il vostro nome.
- Spostare significa spingerlo in posizioni successive tramite contenuti positivi più forti, in modo che esca dalla prima pagina.
Per la maggior parte delle persone coinvolte, deindicizzare o spostare è il vero obiettivo: ciò che non compare su Google per la maggior parte delle persone praticamente non esiste.
Quando è possibile deindicizzare un articolo di stampa
Le probabilità dipendono dal contenuto. Buoni punti di partenza sono in particolare:
- Informazioni datate – es. un articolo su un procedimento ormai archiviato o conclusosi a favore dell'interessato.
- Dati personali la cui continua visualizzazione è sproporzionatamente gravosa (base giuridica: diritto all'oblio, art. 17 GDPR).
- Affermazioni di fatto errate o violazioni dei diritti della personalità.
La pura informazione giornalistica legittima su fatti attuali, veri e di rilevanza pubblica è invece difficilmente deindicizzabile – qui rimane lo spostamento.
Il diritto all'oblio
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha chiarito che i motori di ricerca devono in determinate condizioni rimuovere dai risultati per nome della persona risultati che la riguardano, quando l'interesse all'oblio supera l'interesse all'informazione. Sono rilevanti in particolare l'età e l'attualità dell'informazione, la sua veridicità e il ruolo pubblico della persona. È questo lo strumento giuridico con cui è possibile rimuovere dalla ricerca Google i risultati personali – senza che la testata debba cancellare l'articolo. Il fondamento normativo è l'art. 17 del GDPR (Regolamento UE 2016/679), direttamente applicabile in Italia e in tutta l'Unione europea.
La strada sbagliata: l'effetto Streisand
Chi mette pubblicamente sotto pressione una testata o la minaccia con lettere di avvocati rischia l'effetto opposto: ancora più attenzione, nuovi articoli, screenshot condivisi. Questo fenomeno si chiama effetto Streisand. Per questo una deindicizzazione seria lavora in silenzio – attraverso le procedure previste presso Google e, dove necessario, con basi giuridiche solide, anziché attraverso la confrontation.
Come procedere
- Identificare i risultati: quali articoli compaiono nella ricerca Google per il vostro nome / la vostra azienda?
- Classificare: datati, personali, errati → deindicizzazione possibile. Attuali, veri, di rilevanza pubblica → preferibilmente spostamento.
- Richiedere la deindicizzazione o far valutare giuridicamente il caso.
- Spostare in parallelo: rafforzare i contenuti positivi, in modo che la prima pagina rimanga pulita in modo duraturo.
Il servizio relativo si trova in Deindicizzazione stampa; per i risultati non deindicizzabili entra in gioco lo spostamento dalla prima pagina.
Quale articolo vi pesa – e può essere deindicizzato?
Indicate il risultato – verifichiamo gratuitamente e senza impegno se una deindicizzazione o uno spostamento è possibile.
Verifica gratuitaQuesto articolo è un orientamento pratico e non costituisce consulenza legale.
Domande frequenti
Cancellare l'articolo dalla testata stessa riesce raramente a causa della libertà di stampa. È invece spesso possibile deindicizzarlo dai risultati di ricerca Google – l'articolo rimane online, ma non compare più nella ricerca per nome.
Cancellare rimuove l'articolo alla fonte (sito della testata). Deindicizzare lo rimuove solo dall'indice Google – per la maggior parte delle persone diventa così praticamente invisibile.
Un diritto derivato dal GDPR (art. 17) con cui è possibile in certi casi rimuovere dalla ricerca Google per nome i risultati personali, datati o eccessivamente gravosi.
Non esercitando pubblicamente pressione sulla testata. Una deindicizzazione discreta, condotta attraverso le procedure ufficiali, evita l'effetto Streisand.